Nota: il materiale pubblicato ha scopo informativo generale. Ogni caso va valutato nello specifico da un professionista della salute.
Per approfondire: "Glossario" dei termini usati.
Disturbi dell'apprendimento
Per
effetture una diagnosi di "Disturbo dell'Apprendimento" occorre in genere
affiancare, al colloquio di osservazione, una valutazione psicodiagnostica. Quest’ultima consiste
nell'utilizzo di test individuali
sulla lettura, sul calcolo e sull’espressione scritta. I punteggi ottenuti
dovranno risultare significativamente al di sotto di quanto è previsto in base
all'età, al livello di intelligenza, all'istruzione.
Lo psicologo valuterà inoltre se i problemi di apprendimento interferiscono in
modo significativo con i risultati scolastici o con le normali attività
quotidiane che richiedono capacità di lettura, scrittura e calcolo.
I criteri diagnostici sono i seguenti:
1) compromissione significativa dell'abilità scolastica specifica (il grado di
compromissione riguarda meno del 3% della popolazione scolastica); precedenti
disturbi dello sviluppo (ad esempio: ritardo del linguaggio); problemi associati
(ad esempio: iperattività , disturbi della condotta); manifestazioni cliniche
(anomalie che non fanno parte dello sviluppo normale); le difficoltà scolastiche
non regrediscono rapidamente con un intervento a casa e/o scuola.
2) La compromissione deve riguardare lo sviluppo, deve essere stata presente
durante i primi anni di scolarizzazione e non acquisita più tardi nel corso del
processo educativo.
3) Non devono essere presenti fattori esterni che causano le difficoltà
scolastiche (ad esempio: assenze prolungate da scuola, istruzione inadeguata).
Ai Disturbi dell'Apprendimento possono essere associati difficoltà
relazionali e scarsa autostima.
Disturbo specifico di lettura: Dislessia
Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacità e le sue energie, poiché non può farlo in maniera automatica e perciò si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro. Si manifesta con una lettura scorretta (numero di errori commessi durante la lettura) e/o lenta (tempo impiegato per la lettura) e può manifestarsi anche con una difficoltà di comprensione del testo scritto indipendente sia dai disturbi di comprensione in ascolto che dai disturbi di decodifica (correttezza e rapidità) del testo scritto. Il bambino spesso compie nella lettura e nella scrittura errori caratteristici come l'inversione di lettere e di numeri (es. 21 - 12) e la sostituzione di lettere (m/n; v/f; b/d). A volte non riesce ad imparare le tabelline e alcune informazioni in sequenza come le lettere dell'alfabeto, i giorni della settimana, i mesi dell'anno. Può fare confusione per quanto riguarda i rapporti spaziali e temporali (destra/sinistra; ieri/domani; mesi e giorni;lettura dell'orologio) e può avere difficoltà a esprimere verbalmente ciò che pensa. Già nella scuola dell'infanzia bambini che presentano uno sviluppo linguistico (sia in produzione e/o comprensione) atipico, come parole storpiate, scarso vocabolario, dovrebbero consultare uno specialista che deve valutare le situazioni tenendo di conto anche dell'anamnesi familiare (presenza di disturbo specifico del linguaggio, dislessia). Se al termine del primo anno della scuola primaria di primo grado il bambino presenta una delle seguenti caratteristiche: 1)difficoltà nell'associazione grafema-fonema e/o fonema grafema; 2)mancato raggiungimento del controllo sillabico in lettura e scrittura 3)eccessiva lentezza nella lettura e scrittura 4)incapacità a produrre le lettere in stampato maiuscolo in modo riconoscibile è opportuno consultare le strutture competenti rivolgendosi ad uno specialista A metà della I elementare è possibile individuare ritardi di automatizzazione della decodifica e della transcodifica dei processi di letto-scrittura. Ciò permette di iniziare un processo “abilitativo” specifico per ridurre le difficoltà. Il trattamento logopedico dovrebbe già cominciare!!! Al termine della II elementare è possibile fare una diagnosi precisa di dislessia.
Disturbo specifico di scrittura: Disortografia e Disgrafia
Gli aspetti coinvolti nel Disturbo specifico della scrittura, riguardano due componenti: una di natura linguistica (deficit nei processi di cifratura)che identifica la disortografia e una di natura motoria (deficit nei processi di realizzazione grafica) che identifica la disgrafia. Il Disturbo di Scrittura può presentarsi in isolamento (raramente) o in associazione (più tipicamente) ad altri disturbi specifici. A metà della I elementare è possibile individuare ritardi di automatizzazione della decodifica e della transcodifica dei processi di letto-scrittura. Ciò permette di iniziare un processo “abilitativo” specifico per ridurre le difficoltà. Il trattamento logopedico dovrebbe già cominciare!!! Al termine della II elementare è possibile fare una diagnosi precisa di disortografia, disgrafia.
Disturbo specifico di calcolo: Discalculia
Nel Disturbo specifico del Calcolo si possono distinguere 2 profili: discalculia semantica legata a difficoltà nel processamento numerico (conteggio in avanti e indietro, inserzione dei numeri) e nei fatti aritmetici (tabelline e addizioni entro il 10) e discalculia procedurale legata a difficoltà nella letto-scrittura del numero e nell’algortimo del calcolo scritto (azioni che il soggetto deve compiere per svolgere un’operazione aritmetica per iscritto). Nella letteratura vi è un generale accordo sull’escludere dalla diagnosi le difficoltà di soluzione dei problemi matematici. Il Disturbo del Calcolo può presentarsi in isolamento o in associazione (più tipicamente) ad altri disturbi specifici. La diagnosi precisa è possibile determinarla al termine della III elementare.